VNT

VNT

RESIDENZIALE
Residenza privata di vacanza - Gabicce (PU), 2011
Progettazione, architettura e arredo di interni, ristrutturazione edificio abbandonato

L’edificio originario era parte di un complesso edificato alla fine degli anni ’70, composto da due livelli, ricavato da uno scavo di parete rocciosa eseguito per la realizzazione di strutture di consolidamento in cemento armato.
Gli ambienti mai utilizzati e lasciati all’incuria del tempo risultavano malsani e in parte pericolanti, ma inseriti in una zona paesaggistica di grande rilievo all’interno del Parco Naturale di Monte San Bartolo.
Il nostro intervento si è posto l’obiettivo di risanare le strutture e nello stesso tempo ricavare una piccola casa per le vacanze aperta sul paesaggio circostante, nell’idea di creare un cono visivo verso l’orizzonte, ricostruendo una parte della montagna, in costante dialogo con la natura circostante.

Il progetto parte dall’idea di utilizzare il piano rialzato come abitazione e quello inferiore per tutti i servizi. I due livelli sono in parte incassati nel terreno roccioso, ma entrambi si affacciano sul parco. Abbiamo privilegiato il livello superiore in cui attraverso le ampie vetrate inclinate e scorrevoli è possibile vedere il mare, con uno spazio unico adibito a zona giorno completamente affacciato sul verde.
I materiali usati sono tutti naturali: il legno negli ambienti interni, gli intonaci a calce schiacciati e strappati, i grandi infissi in ferro verniciato, le finiture interne in ottone anticato e legno invecchiato.
Infine la luce, usata come materiale da costruzione, è posizionata in modo tale da sottolineare la semplicità delle architetture creando effetti emozionali.


CST

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RESIDENZIALE
Residenza privata - Faenza (RA), 2013
Progettazione, architettura e arredo di interni, ristrutturazione con ampliamento.

L’edificio era in origine una casa colonica presente nelle mappe in data antecedente al 1938, con un vincolo tipologico e l’obbligo di mantenere intatti tutti gli elementi che lo caratterizzavano: semplici cornici del tetto, piccole e senza sporto, imbotti delle finestre di dimensioni ridotte, soprattutto a nord, telai stretti e molto vetro per fare entrare più luce naturale possibile, colonne in mattoni con cornici e basamenti poveri, pochi e semplici camini, nessun decoro, intonaci a calce e colori tenui.
Il nostro intervento si pone come obiettivo quello di mantenere l’aspetto degli edifici più simile possibile all’originale, inserendo tecnologie e sistemi costruttivi contemporanei. Un esempio fra tutti è la creazione del tetto ventilato mantenendo leggero e povero l’aspetto tradizionale. Abbiamo semplicemente invertito gli elementi: facendo uscire i travetti di ventilazione come fossero elementi strutturali, che invece rimangono internamente più bassi, l’aria filtra attraverso i fori posti fra un travetto e l’altro.
Per quanto riguarda invece l’ampliamento abbiamo adottato esattamente il criterio opposto, quello cioè di far vedere volutamente l’intervento contemporaneo utilizzando forme semplici, linee pure e molta trasparenza.
Abbiamo voluto far convivere e dialogare queste due visioni opposte, convinti che potessero comporre una totalità armonica, enfatizzando il rapporto con l’ambiente circostante: con il giardino pensato per sembrare il più naturale possibile, e con il profilo del verde e delle colline circostanti.
I materiali usati sono tutti naturali: pietra per i passaggi esterni, legno negli ambienti interni, intonaci a calce. I pannelli di isolamento all’interno delle pareti sono in fibra di legno, usati, come nostra consuetudine, per quello che sono. Per i pavimenti abbiamo scelto un grès semplice, senza effetto pietra o legno, mono blocco in pastina di cemento colorata ed inerte strutturale, levigato in opera. Per gli infissi abbiamo chiesto al produttore di riprodurre la tipologia di profilo originale in legno verniciato, utilizzando acciaio verniciato per i grandi infissi, e ottone anticato per le finiture interne.
Abbiamo cercato infine di recuperare tecniche tradizionali di lavorazione riproponendo alcuni materiali con ossidazioni, patinature e applicazioni che li rendessero non solo più naturali ma anche già consumati dal tempo, con l’idea che tutto fosse già lì.
Abbiamo utilizzato la ruggine nella grande struttura frangisole e il legno grigio senza trattamento per i pannelli, il ferro nerobluastro per le inferriate e altri elementi, l’ottone anticato e brunito per alcune finiture interne, l’intonachino schiacciato e strappato in gran parte delle pareti interne.

Intervenire su un edificio come questo, significa per noi progettare con semplicità e senso dell’equilibrio, sottrarre anziché aggiungere, ripulire dagli eccessi sedimentati nel tempo, integrando tutto delicatamente attraverso una progettazione contemporanea ma rispettosa dei fondamenti storico tipologici.
Abbiamo progettato per sottrazione, aggiungendo unicamente quello che serve, ma senza essere sfacciati ed invasivi.