TLT_Tana libera tutti
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ALLESTIMENTI
Venezia (VE), 2013
Progettazione e realizzazione allestimento con la Caritas per la Biennale di Venezia
Nel 2013, in occasione della Biennale Architettura di Venezia, abbiamo realizzato un evento collaterale significativo. Di fronte all’ingresso delle Corderie, la Mensa della Caritas è diventata lo scenario per un progetto innovativo, capace di connettere sociale e design. Questo è avvenuto grazie al coinvolgimento diretto degli ospiti della mensa nella realizzazione dell’intervento.
Il progetto consisteva in un intervento pittorico caratterizzato da aree cromatiche, principalmente gialle e grigie. Queste aree hanno coinvolto indistintamente sia la struttura architettonica sia gli arredi, creando un continuum spaziotemporale che ha rappresentato il fulcro dell’iniziativa.
La premessa iniziale era il ripristino totale dei locali alle condizioni originali al termine dell’evento. Tuttavia, l’intervento ha riscosso un tale successo e apprezzamento sia tra gli ospiti della mensa che tra il personale di servizio, che è stato richiesto e ottenuto che l’allestimento si trasformasse da temporaneo a permanente, estendendosi sia agli spazi del convitto che alla cappella annessa.
PST_Postrivoro Come le lucciole d’estate nella brughiera
POSTRIVORO / Come le lucciole d’estate nella brughiera
ALLESTIMENTI
Faenza (RA), 2013
Progettazione e realizzazione allestimento per evento enogastronomico
Nel luglio 2013 lo studio ha curato l’allestimento del Postrivoro con ospite Matthew “Rudy” Rudofker, chef del Momofuku Ssam Bar di New York, nella Sala degli Angeli, all’interno del Chiostro della Commenda di Faenza, che sin dall’inizio ha ospitato le apparizioni di questo progetto.
Postrivoro è stata una creatura di un gruppo di appassionati gastronomi che hanno portato nella città romagnola chef da tutto il mondo per un pranzo e una cena uniche e irripetibili.
Per quell’occasione ci siamo cimentati con la sfida di rendere piacevole ai convitati una lunga permanenza in sala mentre la stagione calda invita a restare all’aperto a godersi il fresco della notte.
“Come le lucciole d’estate nella brughiera“ nasce dall’intuizione di creare un rapporto diretto con la natura trasportando all’interno una particolare idea di giardino.
Un controsoffitto tecnico nero schermava la volta comprimendo lo spazio e, dai numerosi tagli che lo solcavano, scendevano fasci di luce mirati a una buona illuminazione dei piatti, valorizzati come oggetti da esposizione.
Al centro del tavolo una composizione di graminacee animata da lucciole (lucciola Viabizzuno) creava un filtro tra i commensali stimolando curiosità e condivisione; la parete di fondo dedicata agli speech era stata trattata come una superficie movimentata da una texture a squame, con leggere variazioni cromatiche in toni di grigio.
L’atmosfera variava con le luci diventando soffusa durante il caffè di Nik Orosi, miglior barista della Croazia dell’anno.
La degustazione dei vini orchestrata dal sommelier Andrea Spada continuava anche dopo cena e all’esterno dove in un allestimento del verde incorniciato dall’incantevole Chiostro della Commenda.
CST
CST
RESIDENZIALE
Residenza privata - Faenza (RA), 2013
Progettazione, architettura e arredo di interni, ristrutturazione con ampliamento.
L’edificio era in origine una casa colonica presente nelle mappe in data antecedente al 1938, con un vincolo tipologico e l’obbligo di mantenere intatti tutti gli elementi che lo caratterizzavano: semplici cornici del tetto, piccole e senza sporto, imbotti delle finestre di dimensioni ridotte, soprattutto a nord, telai stretti e molto vetro per fare entrare più luce naturale possibile, colonne in mattoni con cornici e basamenti poveri, pochi e semplici camini, nessun decoro, intonaci a calce e colori tenui.
Il nostro intervento si pone come obiettivo quello di mantenere l’aspetto degli edifici più simile possibile all’originale, inserendo tecnologie e sistemi costruttivi contemporanei. Un esempio fra tutti è la creazione del tetto ventilato mantenendo leggero e povero l’aspetto tradizionale. Abbiamo semplicemente invertito gli elementi: facendo uscire i travetti di ventilazione come fossero elementi strutturali, che invece rimangono internamente più bassi, l’aria filtra attraverso i fori posti fra un travetto e l’altro.
Per quanto riguarda invece l’ampliamento abbiamo adottato esattamente il criterio opposto, quello cioè di far vedere volutamente l’intervento contemporaneo utilizzando forme semplici, linee pure e molta trasparenza.
Abbiamo voluto far convivere e dialogare queste due visioni opposte, convinti che potessero comporre una totalità armonica, enfatizzando il rapporto con l’ambiente circostante: con il giardino pensato per sembrare il più naturale possibile, e con il profilo del verde e delle colline circostanti.
I materiali usati sono tutti naturali: pietra per i passaggi esterni, legno negli ambienti interni, intonaci a calce. I pannelli di isolamento all’interno delle pareti sono in fibra di legno, usati, come nostra consuetudine, per quello che sono. Per i pavimenti abbiamo scelto un grès semplice, senza effetto pietra o legno, mono blocco in pastina di cemento colorata ed inerte strutturale, levigato in opera. Per gli infissi abbiamo chiesto al produttore di riprodurre la tipologia di profilo originale in legno verniciato, utilizzando acciaio verniciato per i grandi infissi, e ottone anticato per le finiture interne.
Abbiamo cercato infine di recuperare tecniche tradizionali di lavorazione riproponendo alcuni materiali con ossidazioni, patinature e applicazioni che li rendessero non solo più naturali ma anche già consumati dal tempo, con l’idea che tutto fosse già lì.
Abbiamo utilizzato la ruggine nella grande struttura frangisole e il legno grigio senza trattamento per i pannelli, il ferro nerobluastro per le inferriate e altri elementi, l’ottone anticato e brunito per alcune finiture interne, l’intonachino schiacciato e strappato in gran parte delle pareti interne.
Intervenire su un edificio come questo, significa per noi progettare con semplicità e senso dell’equilibrio, sottrarre anziché aggiungere, ripulire dagli eccessi sedimentati nel tempo, integrando tutto delicatamente attraverso una progettazione contemporanea ma rispettosa dei fondamenti storico tipologici.
Abbiamo progettato per sottrazione, aggiungendo unicamente quello che serve, ma senza essere sfacciati ed invasivi.


































